una tragedia nella tragedia della guerra

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adelchi baronciniAdelchi Baroncini è operaio, lavora all'Officina Automezzi Riparazioni Esercito (O.A.R.E.), Teresa Benini, sua moglie, casalinga. Le loro tre figlie Jole, Angelina detta Lina e Nella sono impiegate, sanno scrivere a macchina: la loro casa, un alloggio popolare in via delle Rimesse 25, diventa subito un centro stampa e loro riproducono la lottae distribuiscono propaganda antifascista e stampa clandestina, come l’Unità e La Lotta.

"Non ci sembrava giusto non fare niente", dice Nella. Ma è molto pericoloso e qualcuno fa una spiata: il 24 febbraio 1944 le SS arrestano Adelchi in Officinia e poi vanno a casa a prendere le quattro donne.

le sorelle baronciniLina si prende tutte le responsabilità: le SS torturano lei e Adelchi per un mese. Poi vengono tutti deportati a Fossoli dove vedranno fucilare tanti compagni. Aldelchi viene deportato in Austria, a Mauthausen; finirà al terribile castello di Hartheim, dove sui prigionieri vengono eseguiti orribili esperimenti, che porteranno alla sua morte il 3 gennaio 1945.

Dopo poco Teresa e le sue figlie vengono caricate con altre 41 donne in un carro bestiame: destinazione Ravensbrueck. Con il viaggio comincia l'inferno che le porta in un altro e tremendo mondo: è il lager.teresa benini

Teresa muore per prima di stenti.

iole baronciniJole è molto malata, dall'infermeria scrive a Nella: “...Quando finirà dunque questa maledetta guerra, quando verrà quel giorno che ci troveremo alla nostra sgangherata tavola, ma ben apparecchiata di ogni ben di Dio? Vedere ancora papà là seduto con la sua tuta da lavoro, che alla domenica ci urtava tanto..."lettera di jole baroncini ”...Veramente se avremo fortuna di ritornare tutti, la mamma e papà non dovranno più lavorare no, noi siamo giovani, ci rimetteremo presto e lavoreremo, essi avranno tanto bisogno di riposo! Neppure in casa mamma dovrà più lavorare. Oh, se sapessi Nella quanto penso io a questo! Che soddisfazione fare per loro un po’ di sacrificio, dopo che loro hanno fatto tanto per noi!...”

Il 4 marzo del 1945 la vita di Jole finì, a 28 anni, nella camera a gas. A Bologna torneranno, sole, Lina e Nella.

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