la storia di Franco Paselli

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il 20 agosto 1944 a San Martino, sulle colline di Marzabotto nasce un bambino: è Franco, figlio di Dante e Anna, giovani sposi diciottenni. Nasce in un mondo sconvolto dalla violenza: tutta la numerosa famiglia Paselli ha lasciato la casa paterna di Casoni per rifugiarsi a San Martino più in alto: lì saranno più al sicuro, pensano. anna naldiDante è partigiano della Brigata Stella Rossa, tutte le famiglie là hanno uomini nella brigata. Il giorno prima che nascesse Franco c’è stato uno scontro molto duro con i tedeschi; eppure la liberazione appare vicina. La sua mamma Anna ha fiducia che presto Dante tornerà a casa e la guerra sarà finita. E magari allora si farà a Franco la sua prima fotografia.

dante paselliMa il 29 settembre si avvicinano i rastrellamenti e gli uomini si nascondono nei boschi, anche nonno Duilio. Donne vecchi e bambini sono lasciati a casa: nessun uomo toccherebbe donne e bambini indifesi, neppure i tedeschi l’hanno mai fatto! Infatti la squadra passa e non succede nulla. Le SS sono dirette alla chiesa di Casaglia, dove faranno strage di tutti coloro che vi si sono rifugiati, soprattutto donne e bambini: chiesa di San Martinoil loro parroco Don Ubaldo è ucciso sull'altare, una ragazza paralizzata viene uccisa in chiesa, tutti gli altri vengono ammassati nel cimitero ed uccisi a mitragliate e con bombe a mano. Di tutto questo i Paselli non sanno nulla, non sanno che tra quei morti ci sono anche loro parenti, compreso Claudio, il cuginetto di due anni di Franco.

Ma i tedeschi del Maggiore Reder, "il Monco", vogliono lasciarsi dietro solo morte: il giorno dopo arriva un'altra squadra, rastrella tutti e li ammassa davanti alla chiesa di San Martino. Franco è in braccio alla sua mamma Anna, terrorizzata. È in quel momento che arriva dal bosco suo papà, che sta venendo a trovarli. È ferito ad una gamba, ma vede la sua famiglia e corre incontro a sua moglie. Tra le SS c'è un italiano, lo sentono parlare in dialetto: indica Dante come partigiano e lui viene ucciso davanti ad Anna, che è come impazzita, comincia a gridare, viene spinta contro il muro con gli altri. Allora iniziano le mitragliatrici. reder il moncoDopo, le SS passano tra i corpi per finirli uno ad uno con pistole o baionette. Anche Franco è trucidato. Ha 40 giorni e non conoscerà mai la vita. Chi, impietrito, li guarda nascosto nei boschi racconterà che, finito il "lavoro", le SS si fermano a riposarsi e fumare di fronte all’aia. I superstiti e i partigiani che tornano il giorno dopo per seppellire i morti scoprono l'ultima bestialità: sono stati tutti bruciati.