il filo rosso della memoria si snoda anche nel web

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INTEGRAZIONE DEL PROGETTO “IL FILO ROSSO DELLA MEMORIA: I NOSTRI PARTIGIANI”

:: analisi

Quando ci si propone di comunicare - anche e soprattutto con le nuove generazioni – ormai il web è un passaggio obbligato: sebbene il digital divide (il divario tra chi utilizza le nuove tecnologie e la rete e chi non ne fa uso) sia ancora molto forte, cresce fortemente il numero di persone che utilizzano internet per informazione, svago, formazione; tra di esse, soprattutto i giovani.

In particolare l'aspetto di internet che più di ogni altro sta conoscendo una espansione enorme e coinvolgendo una grande quantità di utenti entusiasti (ancora una volta in particolare giovani, ma non solo) è il cosiddetto web 2.0, cioè la parte di internet che permette agli utenti di condividere informazioni di ogni tipo, contenuti anche multimediali, e di intervenire - per condividere e commentare - sui contenuti altrui. Parliamo di realtà molto diverse tra loro, da youtube a facebook a tante altre, ma accomunate da alcuni elementi: condivisione, facilità di utilizzo, interattività, gratuità.

Ma sono proprio le storie delle generazioni passate, come quella partigiana, quelle meno presenti in questi luoghi virtuali, la cui crescita è così recente. Il web nel suo complesso è ricchissimo di tutto ciò che è nuovo, che è ad esso coevo, mentre il passato è meno praticato e narrato o comunque spesso attraverso banche dati e archivi, preziosissimi ma meno immediati e comunicativi, meno vicini ai linguaggi nati con il web e dal web,  che è indispensabile parlare per arrivare alle menti e ai cuori dei giovani.

In particolare questo è vero per il web 2.0, che si basa sull’interattività e la partecipazione degli utenti e sui contenuti che essi scelgono di condividere, quindi è soprattutto legato alle loro esperienze, storie, realtà. Insomma il web è giovane e contemporaneo.

:: finalità

Alla luce di quanto detto, ci è sembrato opportuno rivedere le finalità di base del progetto per integrarle di nuovi obiettivi (o per meglio dire nuove declinazioni degli obiettivi dati):

  • diffondere e affermare il legame che delineiamo con il nostro “filo rosso” tra territorio di San Donato e sua memoria resistente e antifascista anche nei luoghi del web vocati all’esplorazione e alla mappatura del territorio
  • perpetuare la memoria sfruttando anche gli strumenti offerti da internet e i suoi diversi linguaggi
  • tenere presente che sul web non è la “mostra” che va a cercare i destinatari (entrando nelle scuole, occupando le piazze, facendosi ospitare da istituzioni, …) ma sono i destinatari chela trovano seguendo il filo dei propri interessi per la memoria, per l’antifascismo, per San Donato, attraverso link, banner, motori di ricerca
  • in definitiva, disseminare le tracce della memoria partigiana ed antifascista anche nei mille luoghi virtuali del web 2.0, privilegiando quelli più frequentati, in particolare dai più giovani, e quelli più affini ai due temi chiave della memoria e dell’antifascismo. Nell’ottica della disseminazione la ridondanza sarà un valore aggiunto e non un difetto: ogni navigatore avrà così maggiori probabilità di incontrarci sulla propria “rotta”, qualsiasi essa sia, anche perché molti social network hanno un alto tasso di affezione, cioè chi li frequenta tende a tornarci, formando delle vere comunità, all’interno delle quali è bene che la memoria della Resistenza vada a trovarli, per raccontare loro di quelle giovani donne e giovani uomini che hanno vissuto e sono morti quando internet non c’era, ma che adesso anche là possono trovare una propria voce.

:: modalità

  • integrazione delle nostre informazioni e immagini nelle “mappature” del territorio presenti sul web (googlemaps , panoramio , i geoblog come percorsi-emotivi  ,etc.): inserire le foto e le informazioni essenziali sui luoghi legati alla resistenza in San Donato, come lapidi e nomi di coloro a cui sono dedicate, luoghi dell’associazionismo che ricordano un partigiano, scuole, giardini, monumenti…
  • inserire le informazioni e i dati storici, i nomi delle persone e le loro biografie nei siti di sapere collaborativo (in primis wikipedia )
  • riprodurre in formato digitale sfogliabile l’intero insieme delle tavole ed inserirlo in siti come issuu  che permettono la condivisione libera di contenuti in formato .pdf
  • diffondere le immagini legate al progetto nei network di photo sharing, come flickr
  • condividere i contenuti e gli eventi legati al progetto (le occasioni in cui le tavole saranno esposte, i dibattiti e gli incontri attinenti, le ricorrenze) nei social network, come facebook
  • coinvolgere gli utenti, perché diventino loro stessi attivi diffusori del progetto (in puro spirito web 2.0!) invitandoli ad esempio a pubblicare nei loro blog banner realizzati da noi che rinviino al percorso del “filo rosso”
  • resta da valutare se è opportuno e necessario creare un vero e proprio sito dedicato al “filo rosso”, ma tale valutazione sarà possibile farla in itinere
  • attivare tutte le necessarie buone pratiche per una indicizzazione dei nostri contenuti migliore possibile in motori di ricerca e web directories, al fine di essere trovati da cui cerca informazioni sui temi legati al progetto: San Donato e Resistenza.

Vogliamo sottolineare che questa integrazione del progetto non comporta ulteriori costi, grazie anche alla diffusa gratuità degli strumenti citati e all’”immaterialità” dei contenuti (pubblicare una immagine sul web non è come stamparla in tipografia!)