quella casa in via S. Donato

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egisto felisati:: Egisto Felisati

È nato all'inizio del 1903, all'alba del secolo e fa il cameriere. A 18 anni si iscrive al PCI: è il 1921 ed il PCI è appena stato fondato. Da quel momento Egisto si batte sempre contro il fascismo, con tutti i mezzi, prima a viso aperto e poi clandestinamente, da quando nel 1926 il fascismo "sopprime" il PCI, fino a che il Tribunale speciale lo condanna a 16 anni per essere iscritto al suo partito e per aver “con attiva propaganda seriamente minacciato i sindacati fascisti”.

E' il 1938 ed Egisto resta in carcere fino all'8 settembre 1943, quando viene liberato e torna a casa dalla sua famiglia, in San Donato.

:: Giannina Molinari

Giannina è nata nel 1907, è sposata con Egisto, mamma di una ragazza, e fa la bidella. È solidamente antifascista come suo marito e dopo la sua liberazione dal carcere decide insieme a lui di mettere la loro casa a disposizione della Resistenza. Anche Nella Baroncini, che con la sua famiglia diffonde la stampa clandestina e che per questo pagherà con la deportazione, ricorda quella casa e le riunioni a cui ha partecipato.

teschio simbolo brigate nereEgisto è un noto comunista e antifascista, è tenuto d'occhio e sa di rischiare grosso. Ha già provato la galera fascista, ma lui è uno che non si arrende. Fino a che il 19 settembre 1944 cinque brigatisti neri irrompono nella sua casa e, dopo aver picchiato la moglie, lo uccidono nella loro camera da letto, alla presenza di Giannina e della loro figlia, che non potrà mai dimenticare quello spettacolo atroce. Quel terribile giorno del settembre 1944 Giannina viene picchiata, assiste impotente all'omicidio di Egisto e viene trascinata all'Ufficio politico investigativo della tristemente famosa Guardia Nazionale Repubblicana, in via Mengoli, noto luogo di torture. E qui ancora picchiata brutalmente, tanto da ammalarsi. Sarà poi liberata nell'ottobre del 1944 e potrà tornare da sua figlia.


"Autentico flagello della popolazione, ...le brigate nere erano composte dai seguaci più fanatici del partito. ...gli uomini di queste formazioni erano capaci di assassinare chiunque,
da Squadristi di mimmo franzinellidi compiere qualsiasi nefandezza quando si trattava di eliminare un avversario politico.” E a parlare non è un partigiano, ma il generale von Senger, comandante tedesco della piazza di Bologna, che cacciò le due Brigate Nere dalla città: la crudeltà di questi eredi delle squadracce era troppo anche per loro!

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