Primo e Adelmo: antifascisti

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaEmail

:: Primo Gruppioni

primo gruppioniPrimo è nato con il secolo, nel 1900. Ha 22 anni quando i fascisti prendono il potere con la Marcia su Roma. È iscritto al PCI e questo lo espone alle persecuzioni del regime: nel 1924 emigra in Francia, in cerca di un po' di libertà. Ma nel 1936 decide di tornare. Perché? Non lo sappiamo, ma possiamo immaginare che volesse dare il suo contributo all'antifascismo e di certo non piega la testa: i comunisti sono schedati e controllati, nel settembre del 1940 sulla sua pratica scrivono "Non ha dato fin’oggi prove sicure e concrete di ravvedimento. Viene vigilato".
Nel giugno del 1944 Primo è in montagna, a vivere la bella avventura della libera Repubblica Partigiana di Montefiorino. Poi continua a combattere, nella Brigata Scarabelli della 2a Divisione Modena, fino a che - a 45 anni, a pochi giorni dalla Liberazione - muore durante un bombardamento a Serramazzoni.

:: Adelmo Capelli

forni di mauthausenNasce nel 1881. Iscritto al PSI e sindacalista fin da giovanissimo, non poteva non scontrarsi con il regime fascista. Un tipo indomito, Adelmo: i fascisti lo arrestano nel 1930 perché canta Bandiera rossa (anche questo era un reato!), e di nuovo l'anno dopo per "grida sediziose": lui non ha paura di protestare.
Liberato dopo un anno, non si rassegna alla dittatura di Mussolini ed ancora lo arrestano, per "offese al capo del governo". Di nuovo nel 1937, perché lo sorprendono per strada a cantare L'Internazionale. E infine nel 1938 "disegna emblemi comunisti, inneggia alla vittoria della Spagna repubblicana": condannato a cinque anni di confino in Lucania a Garaguso, come Primo Levi. Dopo il confino diventa partigiano. È il 1943, ha 62 anni e si arruola nella 63a brigata Bolero Garibaldi. Ma i tedeschi lo catturano e lo imprigionano a Mauthausen. L’orrore del campo di concentramento ha la meglio su questo vecchio indomabile leone: Adelmo muore il 20 settembre del 1944.