la sporca opera dei delatori

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vanes pinardiVanes e Bruno sono fratelli: Bruno è più grande di due anni, nel 1943 ha 22 anni, ha la licenza elementare e fa l'operaio meccanico, mentre Vanes di anni ne ha venti ed è barbiere. Sono stati in guerra, uno granatiere e l'altro carrista. La loro è una famiglia antifascista, in particolare uno dei fratelli, Roberto, più grande di loro, è stato arrestato nel ‘35 dai fascisti e, considerato comunista, viene sempre “vigilato”. Adesso Vanes è stato richiamato alle armi dalla R.S.I. e non vuole partire. Ma per i renitenti c'è la pena di morte e Vanes si arruola, ma solo per disertare: torna a casa e diventa partigiano, insieme ai fratelli. Tutti nella 1a brigata Garibaldi, quella dedicata a Irma Bandiera, la "Mimma", torturata brutalmente e poi uccisa.

Corticella allora è un paesino, solidamente antifascista: la gente li aiuta e li nasconde, quando un battaglione in trasferimento passa cantando Bandiera Rossa la gente applaude dalle finestre, i fornaciai della cooperativa danno asilo ai partigiani, alla fornace si fanno le bombe e nell'officina si cambiano targa e colore alle auto rubate ai fascisti.

Ma in quell'autunno del '44 i rischi sono tanti, non solo rastrellamenti e posti di blocco: fascisti e nazisti promettono denaro e sale ai delatori, infiltrano spie, torturano i partigiani catturati perché denuncino i compagni e qualcuno - meno forte di tempra e di ideali – cede.

bruno pinardiLa notte del 13 dicembre le brigate nere passano di casa in casa, tirano giù dal letto i partigiani, li portano via. Li comanda Gaspare Pifferi, torturatore ed assassino. Con loro, un uomo col volto coperto da una sciarpa, indica quelli da portare via. La sciarpa cade, viene riconosciuto: è Dante Amadori, un compagno!

volantino che invita a denunciare i Forse non ha resistito alla tortura, forse era un fascista infiltrato... La rabbia e il senso di tradimento sono grandi. Subito sono a casa Pinardi: Roberto riesce a scappare da un finestrino e poi giù nel Savena Abbandonato, Bruno e Vanes invece vengono costretti a vestirsi, tra urla e colpi, portati via. Tutti buttati su un autocarro, solo Romano Donati, il comandante della compagnia di Sant'Anna riesce a fuggire. Si prosegue per le fornaci, i fascisti circondano l'abitato con i mitra e prendono tutti.

Poi portano tutti alla Casa buia, li aspetta la Facoltà di Ingegneria, ora luogo di torture. Ma Bruno e Vanes non ci arriveranno, i prigionieri sentono una terribile scarica di mitra fuori alla Casa Buia: Bruno e Vanes cadono ammazzati. La banda di Pifferi "concluderà la serata" denudando e torturando una partigiana.

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